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Monastero Basiliano di San Nicolò

L'antichissimo Monastero basiliano del San Nicolò è, probabilmente, la più antica struttura della cittadina: fondato in periodo bizantino, di esso si anno notizie certe dal 1091, quando il conte Ruggero lo ripristinò dopo anni di abbandono (sotto il dominio degli Arabi) e lo consegnò all'abate Nicodemo.

L'appellativo del Fico deriva dal greco "elafos", che significa "cervo": il colore della pelle di San Nicolò, vescovo di Mira, era bruno, dunque simile alla pelliccia del cervo.

Il monastero crebbe di importanza nei secoli successivi, ed è nominato dal Fazello, dal Pirri e dall'Amico, che lo definiscono uno tra i più floridi del Val Demone. Nel 1501 l'abate diviene Commendatario con diritto di voto al Parlamento Siciliano. Aveva come chiese suffraganee San Clemente e Santa Maria de Peregrino in Ficarra (donazione fatta nel 1486 da Pietro Lancia, Barone di Ficarra), San Leone in Sinagra e Santa Maria de Medio Augusto in Piraino.

La chiesa si presenta ad una navata, ed all'interno è abbellita da un grande arco trionfale in arenaria, scolpito a motivi floreali; conserva, inoltre, una preziosa tela, raffigurante il martirio e l'estasi di San Basilio Magno, del XVII secolo.

Il monastero fu trasformato, dopo il 1866, anno della chiusura, in abitazione privata.

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