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Chiesa Madre - Santa Maria del Gesù

Nel tessuto urbano dal caratteristico impianto medievale, quasi all’estremità dello stesso, si eleva la cinquecentesca costruzione della Chiesa Madre, una tra le più grandi della Diocesi di Patti: la sua edificazione non risale a prima del XVI secolo. Un importante rifacimento è quello del 1804, che conferisce alla struttura un aspetto rigidamente classico; segue poi quello degli anni Trenta del Novecento.

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La pianta è basilicale a tre navate. La facciata si presenta interamente rivestita da conci di arenaria locale. È divisa in due ordini orizzontali, a loro volta scanditi, in senso verticale, da eleganti lesene sormontate da capitelli corinzi e poggianti su alti plinti.

Nella parte inferiore si aprono tre portali: quello centrale è il più grande ed è separato dai portali laterali da due coppie di lesene binate; i portali laterali sono sormontati da due finestre ovali, decorate a motivi floreali e terminanti in una conchiglia.

Una grande trabeazione sormonta i capitelli delle lesene; la parte sommitale della facciata è scandita anch’essa da lesene binate, che fiancheggiano la grande finestra centrale. Alla sommità del tutto si apre il timpano, triangolare e spezzato di coronamento, con al centro un'elegante cimasa con stemma. Tutto l’apparato architettonico e l'esatta copia della Chiesa Madre di Alì Superiore.

L'interno è diviso da due colonnati di sei colonne ciascuno, che segnano tre navate: le laterali sono inferiori per altezza e larghezza a quella centrale e sono coperte da cassettoni lignei. Le colonne sono sormontate da eleganti capitelli corinzi, gli uni diversi dagli altri, con soprastante pulvino o "dado brunelleschiano".

Il grande presbiterio è separato dalla navate centrale dall'arco trionfale, e in esso si conservano le opere più importanti della chiesa: tre statue marmoree del Cinquecento raffigurano San Sebastiano martire (di Rinaldo Bonanno, scultore raccujese), Santa Maria del Gesù (probabilmente di Battista Mazzolo, anche se non si esclude la paternità del Bonanno) e lo splendido gruppo scultoreo dell’Annunciazione: l’Angelo Gabriele porta l’annuncio della venuta di Gesù Cristo a una piissima Madonna, di fattura grossolana, ma che esprime una intensa e profonda religiosità.

Nel presbiterio trovano posto anche due sarcofagi nobiliari, del Seicento, contenenti uno le spoglie del Cavaliere di Malta Girolamo Giambruno, che volle la costruzione della grande chiesa, ed uno, in granito, anonimo, che secondo qualcuno conterrebbe le spoglie di Giuseppe Branciforte. Infine, una magnifica pala lignea della Madonna del Rosario (XVII secolo) e una tela del Tomasi si possono vedere lungo le navate laterali.